I backtest

Per capire se un trading system funziona è necessario effettuare una serie di backtest (ovvero testare il trading nel passato). L’ipotesi che sta alla base di un backtest è che il passato possa ripetersi. In realtà i mercati si evolvono nel tempo, dunque l’analisi storica non è totalmente affidabile, tuttavia studiare il passato rimane il miglior metodo per capire come potrebbe essere il futuro.
La prima cosa da fare è assicurarsi di avere una serie storica con la quale lavorare, altrimenti sarà impossibile effettuare un backtest.
Prima di iniziare con la serie di test bisogna essere certi che l’expert advisor rispetti realmente le condizioni di acquisto, vendita e chiusura. Per far questo è sufficiente fare un test visivo per un periodo limitato di tempo. Nella visualizzazione è necessario inserire sul grafico gli indicatori che usa l’expert advisor, assicurandosi di impostarli con i medesimi parametri. (Sia sul grafico che negli input dell’expert advisor). È importante osservare le fasi di mercato nelle quali guadagna e perde, per avere la conferma che rispecchi la strategia di trading che ci si era posti al momento dell’ideazione.
Un expert advisor testato su conti di trading con broker diversi fornisce risultati differenti a causa delle differenze tra le serie storiche degli strumenti finanziari. Questi disallineamenti provocano variazioni anche sugli indicatori utilizzati.

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Come leggere i risultati di un backtest

A seconda della piattaforma il report redatto alla fine di un backtest avrà un design e dati differenti.
I risultati da osservare con particolare attenzione sono i seguenti:

  •  Profit factor: rappresenta il guadagno per ogni unità persa. Si ricava rapportando il profitto lordo (somma dei guadagni di tutte le operazioni che hanno chiuso in profitto) con la perdita lorda (somma delle perdite di tutte le operazioni che hanno chiuso in perdita).

    ES. Un profit factor pari a 1,40 significa che a fronte della perdita di un euro, l’expert advisor guadagna 1,40 euro. Chiaramente il profit factor deve essere maggiore di uno altrimenti l’expert advisor produce perdite. Per expert advisor che operano nel breve periodo è auspicabile un profit factor maggiore di 1,20, mentre per quelli nel lungo periodo maggiore di 2.

  • Yield: rappresenta il guadagno in percentuale rispetto il capitale iniziale compiuto dall’expert advisor. Tanto maggiore è questo valore tanto più profittevole sarà il sistema di trading automatico. ES. Uno yield del 20% con un capitale iniziale di 100 euro significa che il capitale finale è pari a 120 euro. Si auspica che un expert advisor abbia un rendimento superiore al 10% annuo essendo un investimento rischioso.

  • Relative Drawdown: esprime la perdita massima in percentuale rispetto al massimo valore di capitale posseduto nel corso del backtest. Il relative drawdown rappresenta lo scenario peggiore afforntato dall’expert advisor. È la misura di rischio principe per una strategia di trading automatizzata. ES. un drawdown pari al 20% significa che in un certo momento l’expert advisor stava perdendo il 20% del capitale massimo raggiunto. Un drawdown maggiore del 25% rende l’expert advisor troppo rischioso, è auspicabile avere un valore molto contenuto.

  • Recovery factor: è l’ideale misura di rischio-rendimento di un expert advisor. È preferibile ricavare il recovery factor in termini percentuali rapportando lo yield con il relative drawdown. Un altro metodo per ricavare il recovery factor è rapportare il profitto netto e il drawdown massimo. Maggiore è il recovery factor migliore sarà il profilo rischio-rendimento dell’expert advisor. ES. Un recovery factor pari a 2,5 significa che l’expert advisor ha guadagnato 2,5 volte il capitale rischiato. È auspicabile ottenere un recovery factor almeno superiore a due.

  • Trades: il numero di operazioni poste in essere da un expert advisor è fondamentale per rendere un backtest statisticamente significativo. Maggiori sono il numero di trade compiuti maggiormente sarà attendibile il backtest. Chiaramente un expert advisor con una strategia di lungo periodo porrà in essere meno operazioni rispetto uno che possiede una strategia di breve periodo. Rimane difficile quantificare in maniera precisa il numero di operazioni che un expert advisor deve effettuare per rendere un backtest statisticamente significativo, soprattutto quelli con strategie di lungo periodo.

È auspicabile che compia almeno sessanta operazioni all’anno.

Con questi parametri si è già in grado di capire la profittabilità e la rischiosità dell’expert advisor. Gli altri parametri vanno consultati per un’analisi approfondita.
L’expected payoff: rappresenta il rapporto tra il profitto netto e trades totali. Esprime la ricompensa attesa di un’operazione aperta.
La percentuale di trades vincenti e perdenti permette di capire la strategia posta in essere dall’expert advisor. Per una strategia trend following tendenzialmente ci si attende una percentuale di trade perdenti superiore rispetto ai volatility breakout e contrarian.
La vincita media (il rapporto tra la somma dei guadagni di tutte le operazioni in profitto e il numero di trade vincenti) confrontata con la perdita media (il rapporto tra la somma delle perdite di tutte le operazioni in perdita e il numero di trade vincenti) permette di capire la solidità di un expert advisor. Una strategia di trading automatico è molto rischiosa quando la perdita media è superiore alla vincita media.
Altre misure di rischio molto significative sono rappresentate dal migliore/peggiore trade, massime vincite/perdite consecutive e massimo profitto/perdita consecutiva. Tutti questi dati sono altri parametri che permettono di capire la solidità e rischiosità di un expert advisor.
Il drawdown assoluto (massima perdita rispetto il capitale iniziale) è un dato di bassa rilevanza. Risulta molto più utile consultare il drawdown massimo in particolare quello relativo.
Se si è interessati a confrontare i risultati di diversi expert advisor non bisogna osservare i valori assoluti a meno che il capitale iniziale e la dimensione delle operazioni non sia uguale. Ha senso, inoltre, confrontare expert advisor che possiedono la medesima strategia.

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Equity line

L’equity line riporta il valore del capitale per ogni operazione posta in essere dall’expert advisor nel corso del backtest. Sull’asse delle ascisse viene riportato il numero di operazioni, mentre sulle ordinate il valore del capitale. Su alcune piattaforme viene riportato l’ammontare di capitale anche quando l’operazione è aperta.
Ad occhi esperti basta osservare questo grafico per capire se un expert advisor ha prodotto buoni risultati oppure no. L’equity line deve salire costantemente nel tempo in maniera stabile (smooth). Di seguito viene riportato l’esempio di un’equity line prodotta da un expert advisor rischioso.

Nonostante nel backtest il sistema di trading automatico risulti in profitto, si denota un’equity line molto frastagliata e altalenante. Questo comportamento evidenzia la presenza di eccessivi drawdown che rendono l’expert advisor troppo rischioso.

La seconda immagine riporta, invece, l’equity line di un expert advisor che ha una crescita costante e stabile nel tempo. Il sistema di trading automatico è meno rischioso grazie all’assenza di eccessivi drawdown.